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Il 25 aprile è primavera

Il 25 aprile è una festa, il 25 aprile è una primavera: ci ricorda quello che è successo 75 anni fa e che mai dovremmo (e dovremo) dimenticare, ci ricorda i valori fondanti della Repubblica Italiana, che è democratica e antifascista. Ci ricorda che i Partigiani e gli Alleati hanno liberato la nostra penisola dalle stragi e dai soprusi fascisti, dalla guerra e dalla dittatura, dalle macerie fisiche e morali che queste portano.

L’Italia nasce dalla Resistenza, è quello che è oggi grazie a quel momento storico. Come si può non aprire un libro di storia e andare a vedere che cosa è successo, per capire? E come si può, una volta studiato, non festeggiare questa giornata? La Resistenza è patrimonio del popolo italiano, di chi ama la libertà e di chi ama la verità. Non è destra e sinistra, è la differenza tra giusto e sbagliato.

La liberazione del Paese ebbe un costo elevato di vittime militari e civili, quantificabili in oltre 200.000 morti italiani. Morti per la libertà. Su questo dovremmo veramente riflettere, sulla libertà, sui valori che oggi diamo per scontati e che invece sono stati guadagnati con la lotta e con il sacrificio.

E per riflettere possiamo usare una testimonianza che mi ha molto colpito, dice così:


“siamo i vostri fratelli,
figli di queste colline.
Ci fu chiesta la vita,
avevamo poco di più ma la demmo lo stesso
perché voi poteste continuare a sperare
in un mondo più umano.
Non offriteci solo preghiere, ma la rabbia.
Una rabbia feroce
contro chiunque voglia mettere
di nuovo
l’uomo contro l’uomo!”

L’uomo contro l’uomo non ha mai portato a nulla di buono, la Storia lo dimostra. E allora buona festa, buona primavera di rinascita, oggi più che mai, con questo virus che non ci lascia in pace. Io vorrei davvero imparare dal passato, per un futuro più bello.

Articolo di Michele Altieri, IIA

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